Credo abbiate ormai ben chiaro che, se non potete esibire specifici titoli e competenze su un dato argomento, dovete tacere. La sentenza è stata emessa da un tribunale a sua volta senza alcuna competenza sul tema generale della libertà di espressione, ma non state a cavillare: dovete stare zitti, disturbate.

Abbiamo verificato il teorema in un sacco di occasioni e non servono ulteriori dimostrazioni. Quindi vi asterrete dal commentare i “miliardari in mutande che inseguono un pallone” perché altrimenti verrete indicati come aspiranti commissari tecnici della Nazionale. Vi farete inoculare (provvidenzialmente, sia chiaro!) il vaccino senza fare domande perché non siete immunologi. E allo stesso modo vi recherete ordinatamente alle urne per un potenziale, futuro referendum sulla Costituzione astenendovi dall’esprimere giudizi sulle riforme che ne sono oggetto: perché, guarda un po’, non siete costituzionalisti. Direte: ma è possibile che ho “competenza” per votare e non per commentare? Ecco un’altra domanda che non dovete fare!

Se il ristoratore si risente per la vostra recensione poco lusinghiera è perché mica siete chef. E che ne sapete voi di diritto bellico o internazionale: siete inoltre forse storici? Dov’è il master in geopolitica? Quindi anche sulla merda in Ucraina il vostro giudizio non solo non è richiesto, ma addirittura sgradito. Tacere, grazie.

Scalpitavo su questo tema da un bel po’, ma oggi ho visto una foto e letto un vecchio articolo che mi ha fatto decidere di esprimermi su uno dei tanti argomenti che non conosco e per i quali non ho credenziali accademiche d’appoggio. L’immagine ritrae uno dei calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei nel “tantotempofa”. L’uomo di gesso è impresso nella contorsione di un urlo disperato, ma l’articolo non riguarda la tragedia della sua morte quanto l’opportunità di esporre i resti di un uomo in un museo. Non è un’anfora o un fossile di alga – spiega l’articolo – ma si tratta delle spoglie di un uomo che dovrebbe in qualche modo trovare riparo nell’oblio cui tutti abbiamo diritto, almeno dopo morti. Sul fatto specifico non ho un’opinione precisa, ma quello che ho pensato è che anche il buco nero che mima quell’urlo oggi avrebbe dato fastidio. Stai morendo soffocato dalla cenere e il gas, non capisci cosa stia accadendo e ti disperi, ma devi stare zitto: mica sei vulcanologo!

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