Ho subìto nella mia vita, in particolare da giovanotto, più rapine a mano armata. Conosco quindi abbastanza bene le sensazioni che si provano in occasioni del genere. Il gelo metallico dell’arma che scarrella, il terrore per la vita dei tuoi cari messa così assurdamente in pericolo. La paura per sé e in ultimo anche la frustrazione per i beni sottratti che affiora pian piano, negli attimi in cui realizzi lo scampato pericolo. Solo dopo salvata la vita, in genere, ti ricordi della borsa.

Tutto questo per dire che la sensazione di impotenza non mi sfugge e che la pulsione dell’autotutela non mi lascia certo indifferente. Anzi direi che, anche se non la condivido, la comprendo.
Non servono tuttavia i due morti di oggi, uccisi a sangue freddo (pare) perché scambiati per ladri, a motivare la mia posizione sulle armi da fuoco. Io sono da sempre convinto che le armi dovrebbero trovarsi esclusivamente nelle fondine delle forze dell’ordine e nei poligoni per l’uso sportivo. E basta.

Davvero basta sceriffi che sparano dalle finestre, basta vittime di “Rambo a caso che stava pulendo la pistola”, basta sciroccati che sbroccano e prendono “il ferro”.
Di quella pratica schifosa nota come “caccia”, poi, neanche voglio parlare. Altrimenti divento volgare.

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